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Se in un violento attacco di nostalgia vi viene l’irrefrenabile voglia di organizzare con i vostri amici un Party in vero stile anni 80, cotonatevi i capelli e le spalline della giacca. Indossate voi donne un paio di variopinti fuseaux (antenati dei moderni leggins) e voi uomini un paio di jeans con l’allacciatura sotto lo sterno. Un po’ di trucco dalle variazioni cromatiche corallo- blu elettrico- ciclamino, tanti bracciali e orecchini rigorosamente con le clip e il gioco è fatto.

Accendete lo stereo e recuperate dalle soffitte le vecchie cassette degli Spandau Ballet o dei Duran Duran per creare l’atmosfera.

Ma adesso viene il bello, correte in cucina e organizzate la Vera Cena Anni 80. Pronti?

Perché sia un vero Party non può mancare il tavolo adibito a buffet dell’aperitivo/antipasti: tremolanti gelatine, ricche e spumeggianti tartine e vol au vent e gli immancabili veri baluardi della cucina anni 80: i grissini arrotolati col Prosciutto Crudo e il celebre cocktail di gamberi in salsa rosa servito in una conchiglia che non ha equivalenti in natura se non qualche esemplare della barriera corallina di Zanzibar. A lato bene in vista caraffe di Rossini e Bellini.

Finito l’aperitivo, avanti i primi piatti. Oggi nei ristoranti e nei supermercati dominano i formati di pasta big: i paccheri giganti, i fusilloni, i conchiglioni e i lumaconi (tutti -oni). Negli anni 80 la pasta d’eccellenza erano le pennette o le mezze penne che venivano condite con varie salse a base di verdura, di pesce o di carne. L’importante è che ci fosse la panna, caposaldo indefesso, insieme alla rucola, della cucina 80. Un minuto di silenzio per le pennette alla vodka e salmone.

Menzione speciale, inoltre, per i tortellini che alcuni ristoranti chiamavano “dello Chef”o “3P” solleticando la curiosità di ignari avventori. Nient’altro erano che tortellini Panna, Piselli e Prosciutto che se non consumati entro 15 secondi dall’impiattamento si solidificavano diventando un monoblocco indigeribile per le successive 24/36 ore.

Se, invece, la nostalgia è proprio “canaglia” cimentatevi con un risottino. Ai funghi? Alla pescatora? No, non fate finta di niente e recuperate nei meandri della memoria il celebre risotto alle fragole e Champagne, onnipresente nelle cene di San Valentino e in tutte le occasioni da “cucco”.

Benissimo, tutto pronto per la festa? Ai vini abbiamo pensato noi, un’elegante bollicina- Prosecco Superiore di Valdobbiadene DOCG Extra Dry Picchi del Moro – per accompagnare gli stuzzicanti antipasti e un fresco Pinot Grigio di Colutta per accompagnare il primo piatto…

To be continued….

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