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Roero DOCG “San Michele” 2015- Livio Maccagno

Della terra delle Langhe e del Roero si è già scritto e detto tanto, il riconoscimento, più che meritato, della UNESCO che ha dichiarato queste zone Patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2014 ne è una grande testimonianza. Una perla del territorio è il Roero DOCG San Michele del piccolo ma grande Produttore Livio Maccagno. Un vino di carattere, dal suo rosso granato ingentilito da luminosi riflessi, dal profumo fine ed etereo elegantemente arricchito da note di spezie dolci, lamponi, fragoline di bosco e confettura. All’assaggio colpisce per la sua morbidezza e sapidità in perfetto equilibrio gusto olfattivo. Conquista il finale con una delicata nota di liquirizia.

La denominazione Roero nasce DOC nel 1985 e diventa, successivamente, DOCG nel 2004. Forse non tutti sanno che il nome Roero – che oggi identifica una ben distinta zona geografica- è il nome della nobile e illustre famiglia che per secoli ha dominato le sue colline e pianure. Tra i personaggi discendenti della casata molti crociati, valorosi combattenti, politici, cavalieri di Malta, vescovi, cardinali e anche una beata. Non c’è che dire una grande storia per un grande vino!

15,50

Informazioni aggiuntive

Denominazione

Nome

San Michele

Azienda

Regione

Annata

2014

Volume

Formato

750 ml

Tipologia

Uvaggio

Luogo di Produzione

Collina San Michele, Canale

Vendemmia

Manuale, seconda decade di ottobre

Vinificazione

Macerazione per 15 giorni. Fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata

Affinamento

12 mesi in tonneaux di rovere francese. 12 mesi in bottiglia

Con gli occhi...

Rosso granato con lievi riflessi

Con il naso...

Fine ed etereo. Note di spezie dolci, lampone, fragoline di bosco e confettura

Con la bocca...

Morbido, pieno, caldo e sapido. Buona nota tannica. Gradevole nota di liquirizia sul finale

Temperatura di servizio

18-20 C°

Formato del bicchiere

Longevità del vino

5/10 anni

Abbinamenti

Con carni rosse brasate, arrosti di selvaggina e formaggi

Qualche idea ai fornelli...

Tajarin con funghi porcini, Pasta e fagioli con lardo al rosmarino, Zuppa di ceci e costine di maiale, Tagliatelle al ragù di selvaggina, Ravioli del plin al sugo d’arrosto, Coniglio arrosto con patate, Filetto al Castelmagno, Bocconcini di capriolo al ginepro, Filetto al pepe verde, Guanciale di vitello brasato, Carrè di agnello con verdure grigliate e sale affumicato, Coscette di coniglio alla maggiorana con carciofi

Il suo formaggio

Raschera DOP (con confettura di cipolle di Tropea)

Note

Contiene Solfiti

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