Calma. Equilibrio. Serenità. Armonia. Cosa sono? Le caratterizzazioni del blu, le emozioni che riesce a trasmetterci, gli stati d’animo che racchiude in se questo colore profondo. Quello del cielo, quello del mare. Quello della longevità. Non è un caso infatti se è “blue zone” che vengono chiamate le aree – sono 5 in tutto il mondo – in cui la vita è appunto serena e sana tanto che raggiungere – e superare – i 100 anni di vita è quasi un dato di fatto. Le Blue Zone sono le terre dei centenari, ricche di saggezza, di storia, di bellezza, quasi fuori dal tempo. Le più famose sono in Giappone – Okinawa è una delle isole più “vecchie del mondo” – e in Italia. Qui in Sardegna, nella terra geologicamente più antica d’Europa, la longevità della popolazione è altissima in tutto il territorio, ma il cuore blu di questa zona magica è l’Ogliastra, quell’area dell’entroterra che cade sotto la provincia di Nuoro, sito nella parte centro-orientale dell’isola. Quello che rende speciale questa terra non è solo il fattore genetico, ma la vita lenta, un rapporto con la terra speciale e uno stile di vita e di alimentazione antico, sano: tanti legumi, olio d’oliva, del buon vino – e non solo – ad accompagnare le giornate.

Perdarubia è nata e insiste ancora oggi, da più di 70 anni, proprio nel cuore della Blue Zone sarda, a Talana, in provincia di Nuoro. “Non solo siamo orgogliosi e fieri di questo che per noi è un importante riconoscimento – essere un faro per una vita sana è un merito importante -, ma ci sentiamo dei testimoni proprio di quello stile di vita e di quel rapporto con la terra che ha fatto grande – e antica – la nostra casa, la nostra regione”.
“Perché ci sentiamo testimoni di tutto questo? Perché da sempre investiamo nella vita e nella bellezza. Sono Mario Mereu, attuale amministratore di Tenute Perdarubia e soprattutto terza generazione della mia famiglia a scendere in campo, in vigna, a fare vino e coltivare la terra nel suo totale rispetto. Perché questo è il primo passo per vivere bene e a lungo: amare ciò che ci da la vita. E noi ne abbiamo fatto il nostro obiettivo principale”.

“Perda Rubia, questo il nome originario dell’azienda della mia famiglia, fondata da mio nonno, di cui porto il nome, nasce nel lontano 1945”. La Seconda Guerra Mondiale era passata da poco “ma con grande coraggio e voglia di fare il mio nonno decise di credere nella vita e nel futuro e di investire nella sua terra e in una delle sue tradizioni più antiche: il Cannonau”. Ovvero il vino, quell’oro naturale che ha contribuito a traghettare la Sardegna nei secoli, longeva e sana. “ Tra i vitigni più importanti dell’Isola, è coltivato in Ogliastra da centinaia di anni. La prima vendemmia arriva nel 1949 e fin da subito il vino prodotto nella storica cantina di Talana si fa apprezzare dentro e fuori i confini sardi. Tanto che negli anni riceve riconoscimenti importanti, come l’inserimento ne “Vino al vino – alla ricerca di vini Genuini. Il terzo viaggio” di Mario Soldati, che definisce Mereu “un artigiano puro che utilizza metodi moderni”, per un Cannonau che si può “definire una Perla”. Artigianalità e modernità. Altre due parole che parlano di storia e che uniscono la Sardegna e il Giappone come sorelle lontane ma unite nel cuore

Qui – come in Giappone – la famiglia è sacra, quasi un qualcosa di poetico. E così Tenute Perdarubia cresce e viene tramandata da padre in figlio, da Mario a Renato, nel 1971. Con l’arrivo in cantina del figlio del commendatore arrivano anche nuovi vigneti e l’azienda comincia a crescere. “Senza mai dimenticare però il passato, rimanendo fedeli a ciò che è la nostra anima”, lavorando quindi “ lontano dalle tecniche più aggressive della viticoltura, Renato continua nella strada artigianale in cui il padre tanto aveva creduto. Il Perda Rubia diventa un vino da Cannonau in purezza, coltivato a “piede franco”. Un contatto diretto con la terra, un metodo antico, atavico, coraggioso. E romantico.

Ma siccome il vino non è l’unico pilastro dell’alimentazione sarda, “non ci siamo limitati a questo. Oggi gli ettari di proprietà dell’azienda sono 600, di cui ben 20 vitati e i restanti dedicati a raccontare la tradizione di olivicoltura, selvicoltura e coltura dei cereali antichi. Tutti in regime biologico, per portare a tavola la Sardegna e la sua terra senza additivi, senza intralci, senza filtri”. L’unico modo per essere sicuri che l’essenza di questa terra “blu”, potesse arrivare dritta a chi assaggia questi prodotti speciali. Un risultato ottenuto anche grazie al lavoro della terza generazione della famiglia Mereu, oggi al timone dell’azienda dal 2014, senza mai dimenticare il focus: raccontare il vino in maniera diretta, artigianale, contemporanea. “Naniha, il nostro Cannonau più recente, nasce proprio perché cercavamo una voce moderna per raccontare un vino antico, che restasse tradizionale ma comprensibile anche a migliaia di chilometri di distanza”, adatto ad affiancare Perda Rubia, il Cannonau storico, in un duo incredibile. E siccome la Sardegna è una terra di luce, “la trilogia dei vini di Tenute Perdarubia la chiude Lanùra, il volto candido e luminoso del vino sardo: un Vermentino di Sardegna che dal 2020 si può fregiare della Denominazione d’Origine Controllata”.

Storia, tradizione, ma anche e soprattutto contemporaneità e capacità di aggiornarsi senza sconfessare il passato. Ciò che rende longevi, ciò che rende veri. Ciò che è Perda Rubia.

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